Con il cuore e i nostri corpi al fianco della Foa Boccaccio 003

Ci risiamo.

Ancora una volta a Monza l’ennesimo sgombero.

Questa mattina ottanta uomini tra polizia e carabinieri hanno fatto irruzione dentro la Foa Boccaccio di Via Durini a Monza,e non trovando nessun compagno all’interno,hanno danneggiato mobili e attrezzature. Si tratta del nono sgombero in otto anni.

F.O.A. Boccaccio è un laboratorio per le tante lotte territoriali in brianza, da quelle studentesche a quelle contro la privatizzazione della Villa Reale,passando dai conflitti precari e antifascisti. Colpendo lo stabile di Via Durini,si è colpito anche noi. Per questo non solo diamo massima vicinanza e solidarietà al Boccaccio sgomberato,ma saremo fianco a fianco ai nostri fratelli e alle nostre sorelle in qualsiasi iniziativa che a Monza o altrove,vogliano intraprendere.

Con il cuore e i nostri corpi al fianco della Foa Boccaccio 003

Liberiamo Spazi nelle Città

 

Zona Autonoma Milano

Cronaca di una rabbia annunciata||Ora e Sempre NO TAV||

CRONACA DI UNA RABBIA ANNUNCIATA.

Andiamo in valle domenica? Come andiamo? Pullman? Ma riusciamo a riempirli? Noi ci siamo tutti, bergamaschi milanesi e padovani.

Proviamo a lanciare un pullman e vediamo se riusciamo a essere un buon numero per andar su….

Domenica mattina appuntamento alle 5.30, siamo tantissimi e abbiamo purtroppo dovuto dire di no ad altrettanta gente, perchè non abbiamo trovato abbastanza pullman disposti a portarci in valle…. Partiamo ovviamente con un discreto ritardo ma alla fine tutti i pullman riescono a partire in direzione Exilles. Durante il viaggio comunichiamo a tutti le indicazioni dei NoTav per l’assedio al cantiere a Chiomonte.

Arriviamo in valle. Molti raccontano ai più giovani le altre tante, troppe volte che sono saliti da queste parti ed è pazzesco trovarsi a distanza di tanti anni ancora a dover ribadire che l’alta velocità da queste parti è inutile, dispendiosa e pericolosa. Il corteo parte ed è lunghissimo, abbiamo tutti il sentore che “sarà dura”, ma soprattutto che in questi anni la determinazione e la forza dei valsusini e di chi li appoggia sembra non aver risentito del tempo che passa, anzi si è rafforzata. Arrivati sul ponte della Dora si inzia a sentire l’odore inconfondibile dei lacrimogeni, e capiamo subito che sarà veramente dura. Ma nessuno si spaventa, abbiamo ragione e ce lo dimostrano le migliaia e migliaia di persone in corteo, i valsusini che dalle finestre applaudono e ringraziano di non averli lasciati soli, le signore che offrono da bere e da mangiare ai manifestanti, che abbiano caschi e maschere antigas o meno. Sanno di aver ragione i valligiani che vivono in un’area militarizzata, che vogliono partecipare e contare nelle scelte che decidono delle loro vite e l’unica risposta che ottengono dallo Stato è sempre un uso folle e scriteriato delle forze dell’ordine. Ed è cosi anche questa volta: abbiamo assistito a una militarizzazione della valle e a un massiccio impiego di gas CS contro i manifestanti. A lanci di lacrimogeni ad altezza d’uomo che hanno ferito dei ragazzi anche in maniera grave. Abbiamo assistito al lancio di pietre da parte dei poliziotti sui manifestanti, a persone anziane piegate in due dalla concentrazione di gas nell’aria, ai lividi causati da proiettili di gomma.

Ma i valligiani sono determinati e noi con loro: migliaia di persone assediano la zona militarizzata. A lanciare quei sassi, a resistere ai lacrimogeni non è stata solamente una minoranza di “professionisti della violenza” come ripetono i media, è stata la maggior parte della gente; e le ovazioni quando i fuochi d’artificio sui monti mostravano a tutti gli scontri e l’avanzamento dei manifestanti sono la prova più palese dell’unità del corteo. Oggi lo dicono i valligiani, lo dicono i comitati no tav. E lo diciamo anche noi.

Certo è rassicurante, per i giornali, le istituzioni, i partiti e per i tanti ciarlatani nostrani, lontani anni luce dai cittadini, quando assistono a una rivolta popolare e trasversale, incolpare un’esigua minoranza venuta da chissà dove. Era già successo in occasione del 14 dicembre 2010, quando un gruppo di trecento extraterrestri aveva causato gli scontri in piazza del Popolo, si è ripetuto il 3 luglio quando un gruppo di stranieri “professionisti della violenza” ha causato gli scontri sui boschi sopra la Maddalena. Ma non è così: la rivolta di Chiomonte è stata la rivolta di una valle, del suo popolo, che da vent’anni si batte contro un progetto inutile e dannoso come è quello del TAV. E’ stata “una giornata di resistenza popolare, altro che black block”, come ribadito dal movimento NoTav stesso in conferenza stampa.

Una giornata in cui nelle strade e nei boschi c’era un unico corteo, un unico movimento che, nonostante i teoremi giornalistici di infiltrazioni dall’estero, parlava una sola lingua: la difesa dei beni comuni. Una lotta che quindi si innesta e si contamina con le lotte di quest’autunno e di questa primavera a difesa della formazione e del sapere, dell’acqua, dei territori, della dignità delle vite di tutte e tutti noi. Ecco perché eravamo tanti e venivamo anche al di fuori dalla Val Susa. E in tanti, in migliaia, abbiamo messo in gioco i nostri corpi e le nostre esistenze, mettendo in pratica azioni che non abbiamo timore a definire atti di rivolta. Un uso della forza legittimo di fronte all’assalto militare con cui lo Stato lunedì 27 giugno ha sgomberato il presidio della Maddalena. Una vera e propria operazione di guerra con cui lo Stato ha voluto ribadire la propria sordità alle rivendicazioni del popolo della Val Susa, svuotando la parola democrazia intesa come partecipazione collettiva ai processi decisionali. E di fronte alla militarizzazione della Valle e all’istituzione dell’ennesima zona rossa l’assedio è stata la risposta dal basso più consapevole e spontanea che il movimento NoTav potesse dare.

Una risposta fatta di dignità e partecipazione contro chi svende il territorio alle leggi del profitto e del mercato per costruire un’opera utile solo a chi la costruisce. Questa è la vera violenza. Lo sparo dei lacrimogeni ad altezza d’uomo è violenza. Il pestaggio arbitrario degli arrestati è violenza. Le azioni del movimento NoTav. delle migliaia di persone che hanno assediato il cantiere dell’alta velocità sono soltanto l’espressione della determinazione nel riprendersi ciò gli appartiene, ciò che è di tutti e non può essere messo a profitto per i portafogli dei soliti pochi corrotti: la Val Susa.. Abbiamo visto gli abitanti della Valle applaudire quelli che i democratici chiamano violenti, abbiamo sentito le gridare “Resistenza, Resistenza”. Abbiamo vissuto la migliore Italia. Ecco, chi dice che in Italia il vento sta cambiando forse ha ragione.

Le migliaia e migliaia di persone che hanno partecipato attivamente alla giornata di ieri ne sono la dimostrazione.

Tutta la nostra complicità ai valligiani, agli arrestati e ai feriti. Non vi lasceremo mai soli.

Chi semina CS, raccoglie tempesta.

 

Csa Pacì Paciana Bergamo                  Reality Shock Padova                      Zona Autonoma Milano

http://www.pacipaciana.org     http://www.realityshock.it/      http://zam2011.tk/

 

CineZAM || mercoledi 6 luglio || Kill me please

 

MERCOLEDI 6 LUGLIO
Ore 21.30
|| EVENTO GRATUITO||

CineZAM presenta:

KILL ME PLEASE
Un film di Olias Barco.
Con Aurélien Recoing, Virgile Bramly, Daniel Cohen, Virginie Efira, Bouli Lanners. Benoît Poelvoorde, Saul Rubinek, Zazie De Paris, Muriel Bersy, Nicolas Buysse, Ingrid Heiderscheidt, Jerome Colin, Ewin Ryckaert, Stéphane Malandrin, Gérard Rambert, Stéphanie Crayencour, Vincent Tavier, Clara Cleymans, Olga Grumberg, Philippe Nahon
Commedia, durata 95 min. – Belgio, Francia 2010. – Archibald Enterprise Film

Trailer:
http://www.mymovies.it/fil m/2010/killmeplease/trailer/

Il dottor Kruger gestisce una clinica che offre assistenza e qualche goccia di veleno a chi ha deciso di farla finita con questa vita. Il giuramento di Ippocrate lo obbliga a cercare di far desistere qualsiasi paziente dalla scelta estrema ma, se la volontà è forte e sicura, il primario, sostenuto da un contributo governativo, non può far altro che assecondarla, ultimo desiderio compreso. Nella villetta del suicidio medicalmente assistito sbarcano i personaggi più disparati, dal malato di cancro alla bella sfortunata, dal depresso con la fantasia del Vietnam alla cantante lirica che ha perso la voce. Eppure non è così facile spegnere l’umano interruttore quando la campanella della natura o del destino non è ancora suonata.
Il belga Olias Barco sceglie per il secondo lungometraggio un soggetto politicamente ultrascorretto, che declina, fotograficamente, in bianco e nerissimo. Si spinge senza scrupoli sul pedale dell’eccentrico e del cinico, ma la verità è che in Svizzera e non solo questo genere di cliniche esiste e prospera. Amante dei forti contrasti, Barco sceglie un’ambientazione sontuosa, dove il bianco della neve e degli interni e il silenzio della natura circostante si propongono come il miglior viatico per la quiete eterna, almeno fino a che le interazioni sociali non fanno esplodere anche lì tutta l’anarchia di cui sono portatrici.
Il cast è ottimo e, tra gli altri, conta quel Bouli Lanners che sta dando non poco al cinema francofono delle ultime stagioni, da Eldorado a Louise Michel a Mammuth; per questo e altro, trattenere il riso è spesso impossibile, ma occorre comunque passare attraverso alcune scene seriamente disturbanti. Non solo, anche a livello di farsa l’impressione forte è che sarebbe bastato poco, in sede di scrittura soprattutto, per farne un prodotto di livello superiore, un piccolo cult: meno investimento d’inchiostro nella caricatura dei personaggi e più nei dialoghi, forse, che sono esilaranti ma sottoutilizzati.

ZAM
Zona Autonoma Milano
Via Olgiati 12,Barona
MM2 Famagosta
Bus 95,47
Tram 2,14
http://zam2011.tk/

ZAM-MUSICA || giovedì 7 luglio || GROOVEDì

|| GROOVEDì ||

TUTTI I GIOVEDI DI LUGLIO
dalle ore 18.30 fino le 22

|| EVENTO CON INGRESSO A OFFERTA LIBERA||

ZAM-MUSICA presenta:

GIOVEDì 7 LUGLIO

Aperitivo con vino, spritz e musica dal vivo!

Si parte con un Dj-set Rock’n’Roll per proseguire con un LIVE de
“I Colpi Repentini”

http://www.facebook.com/pages/Colpi-Repentini/34328762549

 

ZAM
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Ma quanta arroganza c’è nell’insipido blu di polizia e carabinieri?||NO TAV||

Ma quanta arroganza c’è nell’insipido blu di polizia e carabinieri?

Nelle ultime ore si respira aria pesante tra Torino e la Valle di Susa. Lunedì mattina un’operazione militare per sgomberare i terreni della Libera Repubblica della Maddalena. Nella notte tra mercoledì e giovedì all’Euro Hotel di Nichelino un gruppo musicale, i Punkreas, e un artista rap, Anti L’onesto, subiscono un grave atto di intimidazione e provocazione da parte di agenti in borghese. Gas urticante spruzzato dentro una stanza d’albergo, un manganello alla gola e schiaffi per Anti L’Onesto, insulti e sbeffeggi. Infine apprendiamo da alcune testate giornalistiche indipendenti che nel pomeriggio del 29 giugno un mezzo blindato dei carabinieri investe e uccide una donna: Anna Recchia. E’ chiaro che il governo abbia iniziato una campagna militare in Valle di Susa per sconfiggere il movimento NO TAV e far così partire questa grande opera tanto agognata nei palazzi del potere da quasi vent’anni. E’ altrettanto chiaro che le così dette forze dell’ordine usino e abusino del loro potere in maniera continuativa e preoccupante. Le violenze poliziesche nel nostro paese non si sono mai fermate. Anzi da dopo il G8 di Genova del luglio 2001 c’è stata “un’istituzionalizzazione” di questi comportamenti e soprattutto dell’impunità garantita alle forze dell’ordine. Siamo arrivati al punto che queste violenze, nonostante diventino di dominio pubblico grazie ai media indipendenti e non, rimangono impunite. L’arroganza delle cosiddette forze dell’ordine, così, cresce sempre di più. Sanno di poter far di tutto, in qualunque momento, dallo sparare da un autogrill ad un altro (omicidio Gabriele Sandri) al malmenare un carcerato (Stefano Cucchi) all’ammazzare per soffocamento un ragazzo in strada (Federico Aldrovandi) allo sparare ai cortei. Questi personaggi dovrebbero essere i tutori della legge ed il simbolo della legalità nel nostro paese. Poliziotti, carabinieri e militari riempiono le città per farci sentire, in teoria, più al sicuro ma in verità riempiono le città per controllare la popolazione, creare paura, massacrare chi si ribella alle gabbie in cui ci vogliono rinchiudere vivendo le città, i parchi, le piazze e le strade in qualunque momento del giorno e della notte. Il silenzio è connivenza.

Siamo vicini alla famiglia di Anna Recchia e abbracciamo i Punkreas e Anti L’Onesto.

Sappiamo chi sono i criminali e chi li difende.

Domenica andremo in Val Susa perchè non possiamo accettare che l’impunità, l’arroganza e la violenza delle forze di ordine pubblico abbiano la meglio sulla volontà popolare. Domenica andremo in Val Susa al fianco delle compagne e dei compagni del NO TAV perchè non possiamo pensare che il volere del capitale neoliberale, che vede conniventi i politici italiani di praticamente tutti gli schieramenti, vinca sul coraggio delle popolazioni e la forza dei territori.

DOMENICA 3 LUGLIO TUTT* IN VAL SUSA!!

NO TAV!NO ALLA MILITARIZZAZIONE DELLA VALLE!NO MAFIE!

BUS DA MILANO||CORTEO NAZIONALE NO TAV||DOMENICA 3 LUGLIO 2011

||CORTEO NAZIONALE NO TAV||

DOMENICA 3 LUGLIO TUTT* A CHIOMONTE 

PARTENZA DA MILANO CON BUS ORE 5.30 FAMAGOSTA COSTO A/R 15 €

PER INFO E PRENOTAZIONI CHIAMARE 3891381168 o SCRIVERE MAIL A zam-racaille @ hotmail.com( lasciando un recapito) zam-racailleAThotmail.com

Lo sgombero di lunedì mattina del presidio NO TAV alla Maddalena di Chiomonte in Val Susa non costituisce solo l’ennesimo esempio di come questo governo riduca rivendicazioni sociali dal basso a problemi di ordine pubblico. Lunedì mattina lo Stato ha compiuto un vero e proprio assalto militare ad un territorio difeso dalla propria popolazione che si oppone alla devastazione e al saccheggio dell’ambiente in cui vive. Un attacco volto quindi a svuotare completamente il significato della democrazia intesa come partecipazione ai processi decisionali che incidono sulle vite di tutte e tutti noi. Con l’operazione militare di lunedì mattina il Governo Berlusconi, con il silenzio assenso del PD, ha voluto mostrare che niente e nessuno può mettere in discussione la sua “sovranità” e che le risposte a qualunque
tentativo in questa direzione saranno e sempre soltanto azioni di
forza ed assenza di dialogo.
Ma questo non fermerà la determinazione e il coraggio del popolo
della Val Susa. Già lunedì mattina, immediatamente dopo l’inizio
delle operazioni di polizia, è stato indetto uno sciopero generale in
tutta la Valle e il pomeriggio stesso tutte le vie di comunicazione
verso Torino e la Francia sono state bloccate dal movimento NO TAV. Ieri sera una fiaccolata di 20.000 persone a Susa ribadiva la propria opposizione al progetto insostenibile della Torino – Lione e la propria determinazione nel volersi riprendere il presidio della
Maddalena. La paura e la rassegnazione non sono di casa in Val Susa. La paura e la rassegnazione non devono essere di casa nelle nostre città.
Per questo riteniamo sia fondamentale esserci domenica mattina a
Chiomonte al corteo nazionale NO TAV. Per ribadire che la Val Susa è un bene comune e in quanto tale va difeso da tutte e tutti contro la speculazione e contro le mafie che si vorrebbero spartire gli appalti dell’Alta Velocità. E’ stata persa una battaglia, ma la guerra è ancora lunga, molto lunga.
Per tutte queste ragioni e per dare un segnale forte di solidarietà e
condivisione della lotta del movimento NO TAV stiamo organizzando dei pullman per partecipare al corteo nazionale a Chiomonte. Invitiamo tutte e tutti coloro interessate/i a prenotarsi chiamando al numero 3891381168 o mandando una mail a ZAM-RACAILLE @ HOTMAIL.COM (zam-racailleAThotmail.com). Il costo del pullman a/r è di 15 euro e la partenza è fissata alle ore 5:30 da Famagosta (MM2), il ritorno è previsto per la serata di domenica.

SEMPRE COMPLICI E AL FIANCO DEL MOVIMENTO NO TAV
CONTRO SPECULAZIONI E DEVASTAZIONI TERRITORIALI
PER LA DIFESA DEI BENI COMUNI

Z.A.M. – ZONA AUTONOMA MILANO

Aperitivo Resistente NO TAV||VENERDI 1 LUGLIO||ZAM

Venerdi 1 Luglio 2011
ore 19.00

Zona Autonoma Milano presenta

APERITIVO RESISTENTE NO TAV

Ricco buffet e aperitivo e a seguire musica e djset

Una serata pensata per lanciare il corteo nazionale No Tav a Chiomonte.
Per questo sarà allestito un infopoint NO TAV dove sarà possibile prenotarsi sui bus per andare con noi a CHIOMONTE,chiedere info sul corteo,etc etc..
[INFO PER I PULLMAN] http://www.facebook.com/event.php?eid=130386283709716

NON MANCATE!

Zona Autonoma Milano
ZAM
Via Olgiati 12,Barona
MM2 Famagosta
Tram 12,14,2,bus 95
http://zam2011.tk/

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CORTEO NAZIONALE NO TAV
DOMENICA 3 LUGLIO TUTTI A CHIOMONTE

Lo sgombero di lunedì mattina del presidio NO TAV alla Maddalena di Chiomonte in Val Susa non costituisce solo l’ennesimo esempio di come questo governo riduca rivendicazioni sociali dal basso a problemi di ordine pubblico. Lunedì mattina lo Stato ha compiuto un vero e proprio assalto militare ad un territorio difeso dalla propria popolazione che si oppone alla devastazione e al saccheggio dell’ambiente in cui vive.
Un attacco volto quindi a svuotare completamente il significato della democrazia intesa come partecipazione ai processi decisionali che incidono sulle vite di tutte e tutti noi. Con l’operazione militare di lunedì mattina il Governo Berlusconi, con il silenzio assenso del PD, ha voluto mostrare che niente e nessuno può mettere in discussione la sua “sovranità” e che le risposte a qualunque tentativo in questa direzione saranno e sempre soltanto azioni di forza ed assenza di dialogo.
Ma questo non fermerà la determinazione e il coraggio del popolo
della Val Susa. Già lunedì mattina, immediatamente dopo l’inizio
delle operazioni di polizia, è stato indetto uno sciopero generale in
tutta la Valle e il pomeriggio stesso tutte le vie di comunicazione
verso Torino e la Francia sono state bloccate dal movimento NO TAV.
Ieri sera una fiaccolata di 20.000 persone a Susa ribadiva la propria
opposizione al progetto insostenibile della Torino – Lione e la
propria determinazione nel volersi riprendere il presidio della
Maddalena.
La paura e la rassegnazione non sono di casa in Val Susa. La paura e la rassegnazione non devono essere di casa nelle nostre città.
Per questo riteniamo sia fondamentale esserci domenica mattina a
Chiomonte al corteo nazionale NO TAV. Per ribadire che la Val Susa è un bene comune e in quanto tale va difeso da tutte e tutti contro la speculazione e contro le mafie che si vorrebbero spartire gli appalti dell’Alta Velocità. E’ stata persa una battaglia, ma la guerra è ancora lunga, molto lunga.
Per tutte queste ragioni e per dare un segnale forte di solidarietà e
condivisione della lotta del movimento NO TAV stiamo organizzando dei pullman per partecipare al corteo nazionale a Chiomonte. Invitiamo tutte e tutti coloro interessate/i a prenotarsi chiamando al numero
3891381168 o mandando una mail a zam-racaille@hotmail.com. Il
costo del pullman a/r è di 15 euro e la partenza è fissata alle ore
5:30 da Famagosta (MM2), il ritorno è previsto per la serata di domenica.

SEMPRE COMPLICI E AL FIANCO DEL MOVIMENTO NO TAV
CONTRO SPECULAZIONI E DEVASTAZIONI TERRITORIALI
PER LA DIFESA DEI BENI COMUNI

Z.A.M. – ZONA AUTONOMA MILANO

CineZAM||26 Giugno||Red||

DOMENICA 26 GIUGNO
Ore 21.30
|| EVENTO GRATUITO||

CineZAM presenta:

RED
Un film di Robert Schwentke. Con Bruce Willis, Morgan Freeman, John Malkovich, Helen Mirren, Mary-Louise Parker.
Thriller,durata 111 min. – USA, Canada 2010.

TRAILER:
http://www.mymovies.it/film/2010/red/trailer/

Frank Moses è un ex agente della CIA in pensione, che vive in una villetta uguale alle altre cercando di fare una vita uguale alle altre. Purtroppo per lui e per Sarah, la ragazza ingenua e sognatrice che ha conosciuto al telefono, i segreti di stato in possesso di Frank lo hanno trasformato da strumento di morte a bersaglio dell’Intelligence: qualcuno da eliminare e in fretta.
Inizia così quella che può apparire come la fuga di Frank Moses ma altro non è che il giro di reclutamento dei vecchi compagni: il vecchio Joe, il folle Marvin, il russo Ivan, lady Victoria, dopo di che la canna della pistola compie un giro di 180 gradi e la fuga si fa vendetta, la diaspora riunione, la pensione una nuova missione.
Tratto dal breve fumetto DC Comics scritto da Warren Ellis e illustrato da Cully Hammer, Red è stato completamente reinventato nella sceneggiatura dei fratelli Hoeber, responsabili dell’inserimento dei compagni di ventura del protagonista e del tono divertito e alleggerito del film. Non è, infatti, come uno dei più significativi adattamenti da un fumetto che si fa apprezzare e ricordare questo film, ma piuttosto come una riuscita composizione di quadri, personaggi e situazioni provenienti da spezzoni di pellicole diverse e originalmente e gradevolmente assemblati. I film come materiali di partenza e il racconto come risultato, dunque, anziché viceversa.
Ecco allora che nel bel prologo con Bruce Willis, ex supereroe in vestaglia, che prende a pugni il sacco dopo colazione, non c’è solo l’eco del suo Butch in Pulp Fiction (il pugile, la colazione, il mitra) ma c’è anche mister Incredibile e Léon (la piantina), mentre arrivati alla scena del ricevimento di gala, vien da chiedersi quando ci siamo già stati, se in un episodio cinematografico della saga di Danny Ocean o in uno televisivo di Alias. Eppure non sono citazioni soffocanti, forse non sono neppure citazioni, e c’è spazio per molto altro, compreso il sublime personaggio di John Malkovich, un panzone paranoico con un maialino di peluche sotto braccio dal quale estrarrà l’arma con cui umiliare una signorotta col bazooka, in una sequenza emblematica dell’operazione nel suo insieme, quanto a connubio tra ironia e spettacolarità.
Ma Willis e Malkovich non sono i soli a portare un valore aggiunto al proprio ruolo: a loro modo lo fanno anche “la regina” Helen Mirren, con il richiamo sornione alla passione tutta inglese per il giardinaggio, e Brian Cox, con la trilogia di Bourne nel curriculum. In assoluto, oltre a qualche buona battuta e a qualche ambientazione più originale del solito, è essenzialmente a quest’alchimia tra attore e personaggio che si deve il piacere della visione.
Da segnalare, in coda, un motivo di interesse anche nella figura di Sarah che, nel campionario dei caratteri femminili cinematografici, si può ascrivere come appartenente alla categoria della “palla al piede”. Con i romanzetti rosa in testa e le manette alle mani (quando non la pistola alla tempia), pretende ed ottiene di essere portata in prima linea e salvata ogni volta, contribuendo a fare del consenziente Bruce Willis un gentleman come pochi altri.

ZAM
Zona Autonoma Milano
Via Olgiati 12,Barona
MM2 Famagosta
Bus 95,47
Tram 2,14
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Milano, e ora? -streaming incontro-

Milano, e ora?

ecco lo streaming dell’incontro di martedi 21 giugno.

parte1

parte 2

parte 3

parte 4

Milano, e ora? Ne parliamo a ZAM martedi 21 giugno ore 21.00

Corsari Milano e Zona Autonoma Milano presentano:

|||MILANO, E ORA?|||
Dopo la cacciata delle destre della paura e cemento cosa cambia a Milano? Il nuovo vento che ispira Milano cosa rappresenterà per i movimenti? LA MILANO DEI CONFLITTI E DEI DIRITTI CHE SPAZI SAPRà RICONQUISTARE?

Partecipano: Paolo Limonta, cordinatore comitati Pisapia Sindaco – Mirko Mazzali, Consigliere comunale indipendete SEL – Roberto Giudici, FIOM Milano – Luciano Mulhbauer, Comitato Pisapia Sindaco – Ilaria Scovazzi, ARCI Milano – Antonio Iannetta, UISP Milano – Roberto Ciccarellii, Il Manifesto – Gabriele Rabaiotti, Presidente Consiglio Zona 6 – Andrea Fumagalli, Universita di Pavia

MILANO E ORA?

Milano anno zero.

Dopo un ventennio di governo delle peggiori destre ci viene restituita una città dove l’unico legame che l’amministrazione abbia voluto alimentare fra i cittadini è stato quello determinato dalla paura.
Paura di tutto ciò che è percepito come diverso: degli stranieri, dei giovani rendono vive le piazze, dei poveri, dei diversi; cioè dell’Altro in senso lato.
La paura però non può durare per sempre, la creazione di un’illusione di stato di eccezione, quando diventa una regola per vent’anni, rischia di diventare, ed è diventata una brutta e terribile barzelletta.
Se la paura è stata la parola d’ordine per coloro che consideravano i propri sudditi, il motto per le loro consorterie è stato lassez-faire.
Abbiamo assistito ad una interminabile teoria di speculazioni che si è abbattuta come una piaga sulla nostra città.
L’elenco delle devastazioni è tanto lungo quanto penoso e i risultati , sovente non propriamente lusinghieri, li abbiamo tutti sotto gli occhi.
Milano in queste elezioni, intendendo anche il percorso che le ha precedute e che ha visto oggettivamente una partecipazione che da ere siderali non si vedeva in questa città, ha, a nostro parere, espresso chiaramente un secco no a questa destra.
Ha detto no al governo autocratico e autoritario dei territori che nessuno spazio lascia al conflitto ma anche al dialogo sociale.
Ha detto no alla persecuzione dei più fragili e deboli della nostra città.
Ha detto no all’irrisione e alla demonizzazione di chi quotidianamente apre spazi di socialità, di cultura e di libertà nella metropoli, siano essi centri sociali, arci, associazioni, gruppi informali o quant’altro.
Dire di no a tutto questo appare oramai scontato, ora si apre uno scenario in cui sarà più interessante vedere come si andrà a sostanziare e in quali direzioni soffierà il nuovo vento che spira a Milano.
Pensiamo sia necessaria una rivoluzione copernicana per quanto riguarda le relazioni politiche e sociali in questa città.
Al centro dovranno esserci i beni comuni: la socialità, la formazione, la dignità dell’abitare e del vivere.
Pensiamo che Milano sia pronta a che si possa finalmente aprire spazio e dare ossigeno e ascolto alle conflittualità che la attraversano.
Siamo consapevoli che la conquista di nuovi diritti per tutti passi inevitabilmente per i conflitti, ma la qualità e la compiutezza di questi è spesso responsabilità sia di chi li agita e agisce, quanto di chi ha l’onere del governo dei territori.
Questo significa che si dovrà aprire un forte dibattito cittadino che sappia mettere in questione la metropoli e i soggetti che la vivono e innervano.
Noi lanciamo questo primo momento di dibattito e confronto perché vogliamo parlarne con voi.
Un primo momento che rappresenterà solo l’inizio di un percorso di discussione franca e aperta all’interno della nostra città.
Una metropoli che dopo vent’anni di governo autocratico ha bisogno fortemente di momenti di dibattito e di confronto.
Proprio per questo vorremmo lungo questa traiettoria confrontarci anche e soprattutto con chi non solo non è stato nostro fratello e sorella, e che, spesso, non è stato neanche un compagno di strada.
Questi incontri non suggelleranno patti di sangue o sante alleanze, ma vogliono andare a riaprire uno spazio di senso, chiuso ormai da lungo e troppo tempo, di interlocuzione sociale dove i soggetti del conflitto e del governo dei territori sappiano riconoscere e ritrovare gli spazi che meritano.

VI INVITIAMO QUINDI A Z.A.M. IL 21.06.2011

Z.A.M.
Zona Autonoma Milano
via Olgiati 12 – Barona
MM2 Famagosta, Porta Genova
Bus 95, 47, 74, 76, 325
Tram 2
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