Sgombero in baita Clarea. Ore18 piazza San Babila a Milano

APPUNTAMENTO ALLE 18 IN PIAZZA SAN BABILA A MILANO!

La libertà è tutto. Verso la manifestazione No Tav del 25 febbraio.

Da Milano si organizzano pullman per raggiungere la Val di Susa Per prenotarsi pullman-mi@ hotmail.com oppure 3895445079 

Si partirà da FAMAGOSTA  PARTENZA ORE 9 RITORNO previsto ore 20 costo a/r 15 euro

Spontanea. Naturale. Senza possibilità di essere mediata. La rabbia è stata l’unico sentimento, l’unica emozione che abbiamo provato la mattina del 26 gennaio quando abbiamo ricevuto le prime notizie sulla operazione di polizia che ha portato all’arresto di 25 persone in tutta Italia, accusate di essere state protagoniste della straordinaria settimana di lotta che, dal 27 giugno al 3 luglio, anche noi abbiamo vissuto con grande entusiasmo e con grande determinazione. L’abbiamo intuito subito dalle dichiarazioni di Caselli (ancora Caselli, sempre Caselli, vaffanculo Caselli) che le accuse non erano tanto importanti in se, ma come sempre in queste maxioperazioni l’importante era comunicare a tutti, alla Valsusa ma sopratutto al resto del paese, che è finito il tempo della democrazia e che qualsiasi espressione di dissenso può costare molto cara, che tu sia un consigliere comunale, un barbiere, uno studente precario o un militante antagonista.
Basta guardare alla composizione del gruppo degli arrestati per capire l’idea di fondo su cui si basa l’ennesimo teorema Caselli: la lotta dei valsusini è legittima, ma è sporcata da alcuni delinquenti che inquinano il pacifico movimento NO TAV. Purtroppo per loro, l’obbiettivo non è stato raggiunto, e anzi siamo convinti che quella rabbia di cui accennavamo all’inizio abbia investito tutti quelli che in questi anni in Valsusa ci sono stati almeno una volta, e tutti quelli che vedono in quella lotta un esempio di libertà e partecipazione.
Non ci sembra un caso che, proprio nel momento in cui nel paese cominciano ad emergere i primi segni di insofferenza rispetto alle manovre targate Ue che il governo Monti sta imponendo, ad essere attaccato sia il movimento No Tav, esempio per tutti di come l’autorganizzazione e la messa in comune di un bisogno possano essere ostacoli insormontabili per chi vorrebbe mettere a profitto ogni singolo aspetto della nostra vita: difendere la Valsusa dalla speculazione oggi, significa opporsi, a partire dai propri territori, a quel processo autoritario e violento di espropriazione del nostro futuro.
In questi anni la battaglia della Valle ci ha mostrato come la conquista di un bene comune debba passare dalla capacità di autorganizzarsi e dalla capacità di costruire quella continua tensione tra la necessità di produrre un consenso orizzontale e diffuso intorno alle proprie rivendicazioni e l’altrettanto importante necessità di rimanere sempre e comunque in conflitto, senza indietreggiare neanche di un passo di fronte alle risposte violente e autoritarie. Perché tanti anni di scambio con la popolazione valsusina, ci hanno insegnato che non solo quelle montagne e quei territori sono dei beni comuni da difendere, ma che è anche la lotta NO TAV in sé ad essere un modello di come possiamo immaginare la costruzione del comune.
Per tutti questi motivi, il 25 febbraio attraverseremo nuovamente con grande gioia i sentieri di Bussoleno e della Valle che resiste, chiedendo l’immediata liberazione dei nostri fratelli e delle nostre sorelle che oggi sono ancora in carcere per aver espresso la loro indignazione contro la speculazione sulle nostre vite e sui nostri territori.
A loro vanno le nostre ultime parole, perché i compagni rinchiusi ci stanno insegnando quanta dignità, quanto amore e quanta forza si ritrova in chi mette a disposizione la propria vita per un mondo diverso. A loro va l’abbraccio più caloroso che possiamo, con la promessa che non ci fermeremo fino a che non li avremo di nuovo al nostro fianco a lottare per le strade e fino a che non verrà ritirato il progetto TAV.
PER LA VALLE SI PARTE E SI TORNA INISEME!
LIBERI TUTTI SUBITO!
NO TAV IN OGNI CITTA’!
Pacì  Paciana (Bergamo)
Reality  Shock  (Padova)
Z.A.M. (Milano)
Aut Aut 357 (Genova)

In merito a Caselli, Libera, mafie, spettri e lupi mannari

Per cominciare sgomberiamo il campo dagli equivoci: abbiamo molto rispetto per il lavoro quotidiano portato avanti da Libera.

Detto questo, e proprio per questo, leggiamo con dispiacere il comunicato da loro scritto il 19 febbraio in difesa di Caselli.

Lo leggiamo con disappunto perché evoca fantasmi, mostri e persecuzioni e non si confronta con la realtà.

Proviamo a mettere in ordine con semplicità le vicende.

 

Partiamo dai protagonisti:

  • I temibili arrestati, flagello di ogni modernità
  • Gli ancora più temibili NO-TAV a piede libero, novelli Torquemada
  • Il savio e retto Procuratore Antimafia, AntiOnda, AntiNoTav Caselli Giancarlo (sappiamo apprezzerà la dizione da denunzia)
  • Il sempre frizzante connubio di imprese edili, cooperative e mafie assortite che grande hanno reso il nostro Paese.

 

I luoghi del delitto:

 

  • La Val di Susa dove strani villici luddisti proprio non apprezzano il cavallo a vapore
  • Le metropoli dove novelli Lanzichenecchi si addestrano a guerre civili, pogrom e attentati alla libertà d’espressione
  • Le migliori librerie delle suddette metropoli teatro di roghi di libri di brillanti magistrati, nonché a volte di pellicole di film sgraditi.

 

La Trama:

 

Ora che abbiamo tutti gli elementi non resta che combinarli sagacemente.

Abbiamo una Valle dove gli abitanti si sono da lungo tempo interrogati e successivamente opposti a una grande opera faraonica e tendenzialmente poco utile, ma che sconvolgerà fortemente il territorio.

Non hanno trovato grandi solidarietà proprio in tutti i settori della sinistra istituzionale, ma probabilmente sono questioni di valutazioni diverse completamente slegate dal ruolo del mondo delle Coop negli appalti.

Questi abitanti non si sono trovati soli, ma da tutta Italia molti hanno letto la loro lotta non come una rivendicazione localistica, bensì come una difesa dei beni comuni e che riguardava anche loro.

Quelle persone sono proprio quelle che negli anni hanno percorso le statali, le mulattiere e i sentieri di quella Valle, da Venaus a Chiomonte.

Le hanno percorse perché hanno visto e capito che non vi era nessuna intenzione di confrontarsi con gli abitanti se non con il linguaggio dell’occupazione manu militari.

A questo linguaggio si è risposto negli anni nelle maniere più diverse, ma il messaggio era unico ed è riassumibile nello slogan A SARA’ DÜRA, cioè non sognatevi di poter fare profittevoli devastazioni senza pagarne dazio.

Ed è ora che entra in scena l’operazione giudiziaria portata avanti dalla Procura di Torino, che ritiene molto interessante uno sforzo investigativo nei confronti dei manifestanti e, ma saremo prevenuti noi, non interrogarsi su cosa questa opera possa comportare a livello di radicamento delle mafie o, quantomeno in subordine, se sia particolarmente legittima la trasmutazione di porzioni di territorio in zone militari strategiche con annesso e connesso utilizzo delle Forze Armate.

Ma magari sono solo questioni di lana caprina.

In ultimo le vicende legate al tour di presentazioni del libro di Caselli, si viene accusati di volontà censoria e barbarie assortite, noi non ne saremmo così convinti, in realtà non abbiamo privato della libertà personale nessuno (mentre invece qualcuno che citeremo solo per iniziali G.C., tendenzialmente lo ha fatto) ma semplicemente si chiede conto della discrepanza fra quanto si afferma e quanto poi in realtà si fa.

Quelle espresse in maniera lieve nelle righe precedenti ci sembravano delle questioni da porre a uno dei Campioni dell’Antimafia e della democratica magistratura.

Magari saremmo stati anche rudi per via del distacco forzato dai nostri compagni e compagne ma non avremmo pensato che il fustigatore di mafie e terrorismi si sarebbe sottratto per un poco di vivacità.

Per concludere, se queste righe dovessero sembrare provocatorie non vi sbagliate. Ma a volte si trova intollerabile sentire parlare di libertà e diritti negati quando al massimo si tratta di lesa Maestà nei confronti di chi ama il tintinnio delle manette, non per i potenti, ma per chi si spende in prima persona per la difesa dei beni comuni.

 

ZAM

MILANO IN MOVIMENTO

 

Nic Libero, liber* tutt* subito! NO TAV!

Apprendiamo che l’istanza di scarcerazione per Niccolò è stata rigettata.
Pensiamo ci siano pochi commenti possibili alla prosecuzione di questa operazione di intimidazione. Magari qualcuno potrebbe pensare che sia una tattica di ricatto in vista delle iniziative del 25 in Val di Susa, molto probabilmente hanno poca nozione di cosa sia quel movimento e della sua capacità di utilizzare e modulare le forme del conflitto con grande maturità e intelligenza. Domani, venerdì 17, saremo in Piazza XXIV Maggio e ci saremo non nella forma della lugubre celebrazione del rito antirepressivo, ma con un concerto, perché ci preme comunicare alla città l’universalità delle rivendicazioni della Val di Susa, che sanno parlare a tutti non di una lotta localistica, ma della necessità comune di difesa del territorio e dei beni comuni, e di una partecipazione che è azione.
Per questo sabato scenderemo in piazza al fianco dei comitati no-tem perché forte è il nesso che lega questi processi di resistenza e partecipazione dei territori.
Per questo lunedì saremo in Piazza Duomo per ricordare al santo protettore delle speculazioni e fustigatore dei movimenti popolari Caselli che noi alla devastazione dei territori e al loro saccheggio da parte delle mafie sappiamo dire no (a differenza sua).

Sabato 25 andremo al corteo nazionale in Val di Susa. Andremo a dire NO TAV e a pretendere l’immediata liberazione di tutti gli arrestati nell’operazione del 26 gennaio.

Per prenotarsi pullman-mi@ hotmail.com oppure 3895445079

NIC LIBERO, LIBERI TUTTI. SUBITO.
A SARA’ DÜRA.
TIOCFAIDH ÀR LÀ. SAOIRSE.

Z.A.M.
Milano in Movimento
Lab.Out
Rete Studenti Milano

Liberare Niccolò, Marcelo, Maurizio, Lollo. Un appello per liberare tutti i No Tav!

(riceviamo e pubblichiamo – quando qualcuno viene arrestato, come successo a Niccolò, Lollo, Marcelo, Maurizio e a tutti i no Tav attualmente in carcere, è bene che tutti facciano la propria parte perchè le persone colpite dai provvedimenti restrittivi siano liberate – da sempre le battaglie per la liberazione dei compagni necessitano che non siano solo ed esclusivamente i militanti a condurle – la società civile, il mondo dell’associazionismo, dell’arte, della cultura, i soggetti sindacali e istituzionali devono contribuire a spezzare i tentativi d’isolamento dei movimenti da parte della magistratura – questo appello, evidentemente diverso in alcune sue parti significative dai testi prodotti dalle realtà di lotta, va in questa direzione – la redazione di milano in movimento)

Libertà per Niccolò, per Maurizio, Lollo, Marcelo. Libertà per tutti i No Tav arrestati.

Giovedì 26 gennaio all’alba diverse decine di persone, in varie città italiane, hanno subito perquisizioni presso le loro abitazioni in relazione ad un’indagine della magistratura di Torino concernente le mobilitazioni No Tav dell’estate 2011. Ne sono scaturiti 26 arresti e un totale di 41 provvedimenti giudiziari restrittivi delle libertà individuale. Tra queste, persone anziane, donne incinte, consiglieri comunali della valle, sindacalisti, giovani dei centri sociali.
Non è nostra intenzione mettere in discussione l’autonomia e l’indipendenza della magistratura nello svolgere il suo lavoro, in questo caso come in generale, siamo però preoccupati per questa vicenda e ci preme rendere note alcune considerazioni:
crediamo sia importante sottolineare come il movimento No Tav (che coinvolge tutte le persone interessate alla salvaguardia del territorio, a prescindere dall’abitare o meno in Val Susa e che ha già ampiamente rifiutato ogni suddivisioni tra presunti buoni e ancor più presunti cattivi) non debba essere criminalizzato in questo modo. L’espressione del dissenso e più in generale la battaglia per la salvaguardia dei beni comuni che in Val Susa vengono portati avanti non sono riconducibili in alcun modo a una mera questione d’ordine pubblico, e quest’operazione rischia seriamente di indurre questo equivoco;
siamo preoccupati per il clima che questo tipo di operazioni può contribuire a creare nel Paese, nella situazione di crisi diffusa e con diverse situazioni socialmente complesse in corso, il rischio che si lasci intendere un messaggio di normalizzazione del conflitto e di volontà di chiudere gli spazi di agibilità politica è non solo possibile ma probabile.
riteniamo infine, anche in virtù del fatto che conosciamo personalmente almeno una parte significativa degli indagati e delle loro collettività d’appartenenza, che sia possibile e auspicabile che siano messe nella condizione di affrontare le accuse che vengono loro mosse in stato di libertà, senza misure restrittive preventive che pregiudichino i loro affetti, il loro lavoro e studio, il loro impegno sociale.

(inviare le adesioni a appellonoarresti@gmail.com )

Basilio Rizzo, Presidente consiglio comunale; Giovanna Capelli, segreteria regionale PRC; Massimo Gatti, capogruppo Lista civica Un’Altra Provincia -PRC -PdCI Provincia di Milano; Antonello Patta, comitato politico nazionale PRC; Luciano Muhlbauer, già consigliere regionale Lombradia Prc-Fds; Emanuele Patti, presidente provinciale Arci Milano; Anita Sonego, consigliera comunale Sinistra per Pisapia FdS; Alessandro Gerosa, portavoce SEL Monza; Giansandro Barzaghi – già Assessore all’Istruzione della Provincia di Milano; Chiara Cremonesi, capogruppo SEL Regione Lombardia; Vittorio Agnoletto, medico; Piero Maestri, Sinistra Critica; Stefano Ferrario, Sinistra Critica Varese; Roberto Firenze, delegato Rsu Comune di Milano; Emiliano Salvi, Atenei in Rivolta Milano; Marco Dal Toso, avvocato Giuristi Democratici Milano; Renato Sarti, Teatro della Cooperativa; Patrizia Quartieri, Capogruppo Sel Comune di Milano; Daniele Farina, coordinatore provinciale SEL Milano; Luca Gibillini, consigliere comunale SEL, Milano; Rosanna Pontani, coordinamento Provinciale SEL Milano; Patrizia Vavassori, coordinamento Provinciale SEL Milano; Anita Pirovano, coordinamento provinciale SEL Milano; Emilio Ballarè, coordinamento provinciale SEL Milano; Massimo Molteni, coordinamento provinciale SEL Milano;
Renato Sacristani, Presidente zona 3 Milano; Roberto  Acerboni, consigliere zona 6 Sinistra per Pisapia FdS; Vittorio; Renzo Airaghi, segretario circolo Settimo Milanese PRC; Pino Angelico, assessore comunale Cologno Monzese; Patrizia Arnaboldi, comitato politico PRC Milano; Luigi Arnone, iscritto circolo San Giuliano; Dario Ballardini, comitato politico PRC Milano; Simone Barone, segretario circolo PRC Bareggio, Antonella Barranca, comitato antifascista zona 8, Titti     Benvenuto, consigliera di zona 3 Sinistra per Pisapia FdS Milano, Fulvio Beretta, iscritto circolo Perucchini Milano PRC; Lucia Bertolini, iscritta circolo  PRC Legnano; Nicoletta Bigatti, segretaria circolo  Legnano PRC; Walter  Boscarello, rete antifascista milanese; Luca Brunet, consigliere PRC Peschiera Borromeo; Rossella Brunetti, comitato politico PRC Milano; Grazia Cangemi    iscritta circolo Cologno Monzese PRC; Eugenio Cantoni, vicesindaco Locate Triulzi; Carmela Carbone, iscritta circolo Cologno Monzese PRC, Michele Carbone, capogruppo comune Cologno Monzese PRC; Jeanine Carteau, segretaria circolo Rosa Luxemburg PRC; Adelio Castoldi, iscritto circolo San Giuliano; Norberto Ceserani, segretario circolo Inzago PRC; Jonathan Chiesa, comitato politico PRC Milano; Marinella Cornalba, iscritta circolo Battaglia PRC; Luigi Crepaldi, consigliere zona 7 Sinistra per Pisapia FdS; Leonardo Cribio, capogruppo FdS Sinistra  x Pisapia zona 9; Claudio Cusin, segretario circolo Bollate PRC; Cristina Dall’Orto, comitato politico PRC Milano; Cecè Damiani, iscritta circolo Rosa Luxemburg PRC Milano; Vincenzo Di Blasi, iscritto circolo  Legnano; Fabrizio Draghi, consigliere zona 4 Milano Sinistra per Pisapia FdS; Emanuele Flacco, iscritto circolo San Giuliano; Vanna Florenzano, comitato politico PRC Milano; Luca Forlani, segretario circolo Cernusco PRC; Pierpaolo Grassini, iscritto circolo PRC Rho; Luigi Greco, comitato politico PRC Milano; Marie Loveci, comitato politico PRC Milano; Luca Manenti, segretario circolo Ottobre 17 PRC; Gennaro Manieri, comitato politico PRC Milano; Roberto Mapelli, comitato politico PRC Milano; Gino Marchitelli, segretario circolo PRC san giuliano, Luca Massari, consigliere zona 4 Milano Sinistra per Pisapia FdS; Sara Matronicola, iscritta circolo Muzzana PRC; Gino Maurello, comitato politico PRC Milano; Patrizia Menapace, iscritta circolo San Giuliano; Francesco Messano, segretario circolo Cologno Monzese, Marco Messineo, consigliere comunale Vimodrone PRC; Luigina Milanese, consigliera comunale PRC Corbetta; Pasquale Moda ,segretario circolo Muzzana Milano PRC; Luigi Montenegro, iscritto circolo Cologno Monzese PRC; Luigi Montone, comitato politico PRC Milano; Maurizio Moro, consigliere comunale PRC Garbagnate; Stefano Nutini, segretario circolo Perucchini PRC; Gianni Occhi, comitato politico PRC Milano; Rocco Ornaghi, iscritto circolo Inzago PRC; Rita Parozzi, vicesindaca comune di Bresso; Anna Pasquetti, iscritta circolo Legnano; Ciro    Piscelli, assessore comunale Rozzano; Stefano Poloni, iscritto circolo Binaschino PRC; Roberto Pozzoli, iscritto circolo Novate PRC; Matteo Prencipe, comitato politico PRC Milano; Andrea     Quatrociocchi, consigliere di zona 9 Sinistra per Pisapia FdS; Laura Re Garbagnati, comitato politico PRC Milano; Carmela Restelli, comitato antifascista zona 8, Rosa Riboldi, assessora comunale Cinisello Balsamo; Massimo    Righetti, consigliere zona 8 Sinistra per Pisapia FdS; Alessandro Rivolta, iscritto circolo Novate PRC; Nadia Rosa, segretaria circolo Cinisello PRC; Mara Rossetti, iscritta circolo San Giuliano; Carlo Rutigiano, segreteria regionale PRC; Luigi Santese, comitato politico PRC Milano; Ermes  Severgnini, capogruppo PRC Cernusco/sn; Piero Spadaro, segretario circolo PRC Magenta; Josè Luis Tagliaferro, iscritto circolo Perucchini Milano PRC; Michele Tedesco, segreteria regionale PRC; Maria Tedesco, comitato federale PRC Milano; Valerio Tradardi, segretario circolo Battaglia PRC; Francesco Trunfio, iscritto circolo San Giuliano; Franco Tucci, consigliere zona 9 Sinistra per Pisapia FdS PRC; Antonio Turri, segretario PRC Novate; Franco Vaia, segretario circolo PRC Vittuone; Luigi Verderio, assessore comunale  Vimodrone; Diego Weisz, comitato politico PRC Milano; Rita     Zecchini, assessora  comunale Cernusco sul Naviglio; Mario Agostinelli, Presidente Associazione Energiafelice; Massimo Conte, ricercatore e operatore sociale; Ugo Mattei, ordinario diritto civile Università di Torino; Saverio Ferrari, osservatorio democratico nuove destre; Giorgio Riolo, Associazione Punto Rosso; Laura Cantelmo, insegnante; Giuseppe Garufi, insegnante e consigliere di zona 5; Ulisse Morelli, insegnante; Luca Pace, tecnico del suono; Aldo Giannuli, ricercatore storia contemporanea Università Statale; Michelangelo Secchi, Cooperativa Mesaverde; Alex Foti, editor Il Saggiatore e presidente Arci Milano X; Valentina La Terza, presidenza Arci Milano; Giuseppe Pipitone, scrittore giornalista musicale; Nicolò Calloni, impiegato e attivista; Ilaria Villa, studentessa; Ilaria Scovazzi, responsabile immigrazione Arci Milano; Federica Sossi, ricercatrice Università di Bergamo; Giulia Rivoli, operatrice umanitaria; Federico Bernini, fotografo; Massimo Laratro, avvocato; Matteo Paulli, avvocato; Domenico Vitale, dottore di ricerca in scienze del lavoro; Antonio Pironti, avvocato; Francesca Lenzini, dottoressa in legge; Giuseppe Paudice, insegnante in pensione; Stephan Greco, Arci Acropolis; Marco Philopat, editore e scrittore; Ivano Tajetti, presidente Anpi Barona Milano; Aaron Paradiso, Comitato Antifascista zona 8; Giuliano Zosi, compositore di musica; Viola Calabrese, dottoressa; Tiziana Laratro, segretaria; Anita Pessognelli, insegnante; Emanuele Napoli, ceramista; Guido Cavalca, professore Scienze dell’Educazione Università Bicocca; Marco Penso; Stefano Mansi, San Precario Milano; Anna Serlenga, regista e ricercatrice; Marcella Anglani, Lavoratori dell’Arte; Fabio Zambetta, direttore libri Feltrinelli Milano; Giuseppe Natale, Forum Civico Metropolitano e Anpi Crescenzago; Alessandra Naldi, Presidente Antigone Lombardia; Piero Basso; Giovanni Rossella, funzionario comunale Opera; Alessandra Manzoni, psichiatra; Tilde Napoleone, educatrice carcere di Bollate/Associazione Antigone; Gilda Zazzara, Università Ca’ Foscari, Venezia; Marco Gabriele Armanini, Presidente Circolo Zanna Bianca di Legambiente; Fabbro Aurelia, pensionata; Simone Parasole, libero cittadino; Daria Carmi, curatrice; Marta Lodola, studentessa; Matteo Marchetti, Presidente Circolo Arci Bitte; Daniele Grassini, educatore professionale; Adalberto Borioli, artista; Mirna Miglioranzi, musicista; Antonio Caronia, Accademia di Brera Milano; Roberto Maggioni, giornalista; Vera Tisot, attiva miltante di Sel; Alessandra Cecchinato, cittadina; Silvana Botassis, cittadina no tav; Andy Perego, devoto di San Precario;  Romano Miglioli, associazione Micene; Ines Biemmi, insegnante; Gabriele Di Tonno, insegnante; Arianna Lissoni, ricercatrice; Davide Steccanella, avvocato; Vitaliano Caimi, docente di storia e filosofia presso il Liceo Scientifico Statale di Busto Arsizio; Franca Venesia, pensionata; Adriana Perrotta Rabissi, insegnante; Paolo Rabissi, insegnante e poeta; Gilda Zazzara, ricercatrice Univ. ca’foscari Venezia; Loris Caruso, ricercatore, Universita’ Torino; Annamaria De Pietro, casalinga; Marcello Montedoro, ingegnere pensionato; Vera Silveri, pensionata; Carla Ridella, pensionata; Franco  Romano’, scrittore; Michele Arcangelo Finnu, pensionato; Angela Passarello, insegnante; Anita Pessognelli, insegnante; Emanuele Napoli, artista; Adam Vaccaro, poeta e operatore culturale; Lelio Scanavini, editore; Giuliano Zosi, musicista e compositore; Mirna Miglioranzi, musicista e insegnante; Adalberto Borioli, pittore e musicista;  Aldo Marchetti, docente Universita’ Statale Brescia; Luca Galantucci, dottore di ricerca Politecnico di Milano;
Michele Spreafico aka Junior Sprea; Assalti Frontali, Roma; Punkreas;
Arci Groove, Rozzano;  Arci Acropolis, Vimercate; Arci Milano X; Arci Bitte; Circolo Prc Luca Rossi; Rosso si spera; Circolo Prc Dimitrov; Giovani Comunisti;

appellonoarresti@gmail.com

La Valle Non si Arresta! Ora e sempre NO TAV

La mattina del 26 gennaio un’operazione di polizia estesa su tutto il territorio nazionale (e non solo), coordinata dal procuratore generale di Torino Caselli, ha eseguito misure di custodia cautelare per 41 persone, di cui 25 in carcere. Fra questi ultimi il nostro compagno Niccolò. I reati contestati sono resistenza aggravata, lesioni e danneggiamento in concorso, relativi alle 2 giornate di lotta NO TAV del 27 giugno e del 3 luglio dello scorso anno. Un’operazione nazionale minuziosamente orchestrata, volta ad attribuire la resistenza attiva e la determinazione mostrata in Val Susa nel corso del 2011, alla sola cosiddetta “ala antagonista”. Ad eccezione di tre persone, infatti, tutte le misure cautelari riguardano compagn* appartenenti a realtà politiche autorganizzate distribuite su tutto il territorio nazionale, come a voler indicare una regia oscura dei cosiddetti disordini. Un quadro strumentale alla repressione che lo Stato sta mettendo in atto per effettuare la consueta divisione buoni-cattivi: black bloc da una parte, democratici e pacifici cittadini rispettosi della legalità dall’altra. Un’operazione repressiva che punta da una parte ad isolare i destinatari delle misure di custodia cautelare, e dall’altra a delegittimare l’intero movimento NO TAV proprio nel momento in cui la tensione sociale sta crescendo in risposta alle misure di austerity varate dal Governo Monti-Napolitano.

Ma le giornate di resistenza e di lotta del 27 giugno e del 3 luglio narrano una realtà profondamente diversa.

Il 27 giugno all’alba esisteva ancora la “Libera Repubblica della Maddalena”, una straordinaria esperienza di lotta e autogestione, situata nelle zone adiacenti alla Val Clarea in cui dovrebbe essere costruito il tunnel d’esplorazione  geognostico, primo traforo di questo TAV. Per 5 settimane presso l’area archeologica si erano susseguiti incontri, dibattiti, socialità e conflitto, in un campeggio permanente organizzato dal basso tramite le assemblee popolari. Il 27 mattina circa 2500 agenti delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione nella “Libera Repubblica” mettendo in atto un vero e proprio assalto militare, attaccando contemporaneamente su più fronti, con ruspe, bulldozzer e centinaia di lacrimogreni. Ma nonostante la violenza delle forze dell’ordine, migliaia di persone, fino all’ultimo momento, hanno resistito e difeso ciò che collettivamente avevano costruito nel mese precedente. E la risposta del movimento NO TAV alla “conquista manu militari” della Libera Repubblica da parte dello Stato è stata la manifestazione nazionale del 3 luglio, che si poneva pubblicamente (e non segretamente con messaggi cifrati o in uno scantinato buio a lume di candela) come obiettivo l’assedio del fortino delle forze dell’ordine. Se possibile, la risposta di Polizia e Carabinieri è stata ancora più violenta. Chi si avvicinava alle reti veniva travolto da idranti e lacrimogeni lanciati in quantità disumana ad altezza uomo in mezzo ai boschi, pestaggi inflitti agli arrestati.

Sin da subito la campagna mediatica ha ricalcato i soliti schemi precostituiti, con i giornali main stream che imputano la violenza di quelle giornate a cosidetti black block infiltrati, evitando accuratamente di descrivere la dinamica di conflitto diffuso messa in pratica quel giorno e il consenso che essa raccoglieva, come dimostrato dagli applausi che facevano da sfondo a chi metteva in gioco il proprio corpo per difendere la valle dalla speculazione e dalla devastazione. Un’operazione mediatica schiava della politica ormai capillarmente collusa con le mafie, con l’obiettivo di ridurre, come di consueto, la resistenza ed il dissenso legittimi ad un problema di ordine pubblico, per non dover fare i conti pubblicamente con una dimensione allargata di conflitto che ha creato attorno a sé consenso e si è riprodotta. Per non parlare del silenzio omertoso riguardo all’attacco militare premeditato da parte delle forze di polizia cui non può non seguire una resistenza attiva e determinata. Ciò che spaventa chi ordina arrresti ed assalti degni di una guerra (basti pensare all’uso del CS) è la presa di coscienza di chi vive il territorio valsusino e di chi vi lotta fianco a fianco da più di vent’anni, del fatto che il conflitto è l’unica pratica di trasformazione reale dell’esistente,diventato ormai preda delle indisturbate oligarchie finanziarie detentrici di verità e poteri assoluti.

La posta in gioco è quindi il concetto stesso di democrazia. E’ democrazia l’imposizione a tutti i costi (assalti militari, militarizzazione, zone rosse, idranti, lacrimogeni, arresti) delle decisioni prese dauna classe politica sempre più lontana dai bisogni e dagli interessi  collettivi e sempre più collusa e permeata dalle mafie, dai poteriforti e dalla finanza speculativa responsabili di questa crisi? Oppure è democrazia la partecipazione collettiva ai processi decisionalimessa in pratica nelle assemblee popolari NO TAV e nell’idea di difesa e riconquista reale dei beni comuni portata avanti dai referendum di giugno 2011 e dalla lotta ventennale contro il TAV?

E’ in quest’ottica che il movimento NO TAV rappresenta un percorso concreto di uscita dalla crisi, e lo fa sfatando il mito delle politiche di privatizzazione e palesando il controllo sociale in atto attraverso la retorica della solvibilità del debito e dell’austerità. Per questi motivi, per l’opposizione reale alla governance della crisi messa in atto dal governo Monti burattino della dittatura finanziaria, la Val di Susa e il movimento NO TAV stesso sono beni comuni ed in quanto tali è dovere di tutt* attraversarli, agirli e difenderli.

Non accettiamo né accetteremo quindi in futuro qualunque discorso su chi ha o meno (valsusini o extra-valsusini) il diritto di difendere la Val di Susa, come dichiarato da Caselli per giustificare la sua operazione repressiva. Così come respingiamo l’ennesimo teorema giudiziario costruito dalla procura torinese (la puntata precedente è stato il processo Rewind a carico degli studenti che manifestavano contro il G8 dell’Università il 19 maggio 2009) per delegittimare un movimento ampio e variegato e per intimidire le lotte che ogni giorno mostrano le crepe di un sistema finanziario ormai al collasso che mai come oggi tenta di massimizzare i profitti di pochi scaricando i costi della crisi sulla collettività. La pacificazione nazionale, tanto invocata e sbandierata anche dal PD che vergognosamente plaude all’operato della
magistratura per accreditarsi come forza democratica lontana dai movimenti popolari e capace di rispettare i diktat imposti dalle troike finanziarie, non è sinonimo di assoggetamento silenzioso al saccheggio dei beni comuni e all’esproprio dei diritti, ma di riconquista collettiva dei beni comuni.

Cinque giorni fa hanno provato ad indebolirci e intimidirci arrestando il nostro compagno Nic e privando della libertà altre decine di compagn*. Questo ennesimo tentativo, come i precedenti sarà vano, come vana sarà qualunque altra azione repressiva. La nostra voce e la nostra lotta non si arresteranno mai.

 

Nic libero subito

LIBER* TUTT*, LIBER* SUBITO

 

Milano In Movimento 

ZAM

LabOut Milano

Rete Studenti Milano

Collettivo Lambretta

BSA – Milano

Ambrosia Milano

Lavoratori dell’arte

Milano X

Arci Bitte Milano

Laboratorio LAPSUS – Università Statale

Collettivo Alì Cologno Nord

Collettivo Scintilla – Affori

Per adesioni scrivere a: milanoinmovimento@gmail.com o lasciare un commento in coda all’articolo