Musteeno presentazione album con Night Skinny – special guest Clementino

 

Presentazione ufficiale

“IPNOSI COLLETTIVA”

SABATO 01|10 @ Z.A.M – Zona Autonoma Milano

WARM UP:

DJ CREETERIO
(ida kcs 2008 3rd place – dmc world team championship 2009 with Simple But Funk)
FLUIDO 4/4 presentano Pazzo Ep
SIGNOR K presenta 20000 Elementi

ON STAGE:

CLEMENTINO anticipazione nuovo album I.E.N.A.
MUSTEENO presenta il nuovo album IPNOSI COLLETTIVA
con THE NIGHT SKINNY genuine rap/beats djset
e BOD visuals set

Ingresso 5 euro con un cd a scelta dal catalogo relief records..
fino ad esaurimento scorte.!!!!!!

BHARATA NATYAM 01/10

Sabato 1 Ottobre a Z.A.M.

dalle 19

aperitivo indiano – benefit progetto ZamPalestra

… alle 21.30

spettacolo di Bharata Natyam a cura di Daria Mascotto
(anticipazione di cosa tratteranno i seminari che partiranno da gennaio)

Il Bharata Natyam

Il Bharata Natyam è la più antica forma di teatrodanza dell’India.
Nata in seno alla ricca e complessa ricerca spirituale dell’induismo, è stata eseguita per molti secoli soltanto nelle principali festività religiose all’interno dei templi, ed è diventata un’arte eseguita sui palcoscenici di tutto il mondo solo nel Novecento.
Grazie alla sua complessità tecnica e formale, alla ricchezza del suo linguaggio simbolico, alla profonda consapevolezza del valore estetico come veicolo spirituale, oggi la danza indiana è riconosciuta essere una delle più antiche e raffinate tradizioni coreografiche e attoriali dell’uomo a cavallo tra mito, rito e arte.

La leggenda

In un tempo remoto, preoccupati del declino morale delle moltitudini di uomini che non potevano attingere agli insegnamenti conservati nelle sacre scritture, gli dèi rivolsero a Brahma il Creatore la loro supplica: che Lui, fonte di ogni misericordia trovasse una nuova strada per portare nel cuore degli umili e dei semplici la conoscenza della virtù, della prosperità del benessere spirituale.
Brahma acconsentì e condusse presso di sé un anziano uomo, il saggio Bharata, per trasmettergli un nuovo sapere, frutto degli insegnamenti già contenuti nei quattro Veda esistenti: la parola dal Rig Veda, l’espressività o Abhinaya dallo Yajur Veda, la musica dal Sama Veda e l’esperienza estetica dall’Atharva Veda.
A queste arti fu aggiunta dal divino Shiva Nataraja la conoscenza della danza stessa, il movimento alla base della creazione di tutto l’universo.
Così, nella leggenda, nasce il Natya Sastra [da Natya, arte scenica fatta di teatro e danza insieme e Sastra, insegnamento], il testo con cui gli dèi offrivano agli uomini la danza.
Da allora, donne e uomini praticano e rappresentano quest’arte per dialogare con il divino.

Lo spirito

Il Bharata Natyam conserva gli antichi valori rituali della sua origine mitica: la danza come offerta alla divinità trova nel trasporto emotivo la sua stessa sorgente.
L’eco profondo di questo spirito diventa per il danzatore una conseguenza: la danza racconta il senso della ‘nostra’ vita, diviene la rappresentazione del ‘nostro’ quotidiano interiore. Gli stessi dei sono rappresentati come persone umane, immersi nelle più varie contraddizioni, liti, gelosie, passioni. Le canzoni sono dei motivi devozionali dove la danzatrice è la devota e il dio è il suo diletto. L’eroina in attesa del suo amato non è un tema di sciovinismo maschilista come si crede oggi ma rappresenta il Jeevatma (il Sé individuale) in bramosa attesa di unirsi con il Paramatma (il Sé divino).
Quando il danzatore crede in questo, non solo si sposta su un piano più elevato di consapevolezza, ma porta il suo pubblico con sé. Questi allora si lascia alle spalle lo spettacolo provando esattamente ciò che è stato scritto dal saggio Bharata:
“Natya [il teatro danza] insegna il dovere a coloro che lo avversano, l’amore a coloro che lo desiderano, punisce coloro che mancano di educazione e di condotta, promuove l’autocontrollo in coloro che sono indisciplinati, dà coraggio ai codardi, entusiasmo ai valorosi, illuminazione a coloro di mente ristretta e dona saggezza all’uomo colto. Procura distrazione ai re, conforto alle menti afflitte, benessere a coloro che lo desiderano e tranquillità agli spiriti combattuti”.

Fonte: Apsaras | arti sacre dell’India

http://apsarasmilano.wordpress.com/apsaras/il-bharata-natyam/

Contatto Facebook

http://www.facebook.com/ApsarasArtCentre

Z.A.M. Zona Autotoma Milano
via Olgiati 12
MM2 Famagosta
tram 2
bus 95,76, 47
www.zam2011.tk

Crisi: Alternative e rivolte (parte prima)

Giovedì 29 gennaio

H 20.30

a ZAM

Da qualche anno la crisi economica è diventata materia di tutti i giorni; inesorabilmente la crisi continua ad avanzare tra opinioni pessimistiche e chi ne nega l’esistenza. E’ venuta fuori in un autunno  di qualche anno fa e non ci ha più abbandonato.

Ma da dove è nata e perchè? Chi sta realmente pagando gli effetti della crisi, e chi invece si sta arricchendo da una situazione di instabilità economica?

Le risposte le stiamo cercando assieme a tanti nelle strade delle lotte globali, da Atene a Madrid, passando per Roma, Algeri, Santiago, Tunisi; sappiamo che stanno dentro i processi d’autorganizzazione sociale, dentro la capacità di costruire conflitto, progetto radicale d’alternativa, reti solidali, mutualismo, spazi d’autogestione.

Il 15 ottobre a Roma e a livello globale si manifesterà contro la crisi, l’austerità, le politiche di gestione dei governi. Noi saremo a Roma, noi vogliamo esserci in tanti, diversi, conflittuali e in rete con altri che da Milano vorranno partecipare.

ne discutiamo con:

Maurizio Landini (Fiom)
Luca Casarini (uniti per l’alternativa)
Francesco Raparelli (centro studi alternativa comune)
Mirko Mazzali (consigliere comunale)
Emanuele Patti (arci milano)
Andrea Di Stefano (rivista valori)

modera Danilo De Biasio ( Radio Popolare)

 

ZAM
Zona Autonoma Milano
Via Olgiati 12,Barona
MM2 Famagosta
Bus 95,47
Tram 2,14
http://zam2011.tk/

ORA E SEMPRE NO TAV. CONTESTAZIONE ALLA FESTA DEL PD A MILANO

http://www.notav.info/wp-content/uploads/no-tav6-656x369.jpg

Oggi abbiamo fatto visita alla “democratica” festa del PD a Milano. Era previsto sulla sicurezza, un incontro con Fassino, sindaco di Torino, e da sempre molto loquace quando si tratta di esprimersi sulla lotta NO TAV in Val di Susa.

Eravamo andati per dare ragione a Fassino, quando dopo lo straordinario

assedio del 3 luglio affermava che “Non è tollerabile che la Val di Susa venga letteralmente presa in ostaggio da gruppi di violenti che hanno militarizzato la protesta e teorizzano la guerra civile.”. Peccato che, tuttavia, i violenti non sono quelle persone, quei ragazzi, quella madri e quei bambini che da più di 20 anni lottano contro una rete ferroviaria utile più alle tasche di chi la costruisce che a una reale modernizzazione dell’Italia. Sono le forze militari di occupazione che hanno iniziato il 27 giugno a reprimere con lacrimogeni, idranti, denunce, fogli di via la legittima protesta di chi si oppone a mafie e faccendieri. La sicurezza che Fassino invoca è quella di un territorio militarizzato da forze dell’ordine, quella dei recinti e del filo spinato.

Ma Fassino, evidentemente, ha avuto paura. Non si è presentato. Non voleva trovarsi nella situazione imbarazzante di avere di fronte chi la pensa diversamente sull’Alta Velocità, che in questo paese ha già devastato l’appennino tosco-emiliano. Non voleva trovarsi di fronte le persone che secondo lui sarebbero da gasare massicciamente con il gas al CS vietato dalla Convenzione sulle armi chimiche (CAC) insieme al movimento NO TAV della Val di Susa.

Ma noi, alla festa del PD, ci siamo andati ugualmente. Fassino, infatti, non è assolutamente isolato nel suo partito nella sua crociata contro i NO TAV. Non solo l’ormai famoso stratega militare Esposito, parlamentare del PD, che invoca l’istituzione di una “zona di interesse di strategico” attorno al non- cantiere di Chiomonte e l’uso di armi quali le flash bombs, ma tutto il partito condivide le sue posizioni.

E quindi abbiamo fatto loro una bella visita, bloccando questo incontro farsa e facendogli respirare qualche, innocuo, fumogeno, nulla rispetto ai CS ripetutamente sparati in Val di Susa.

 

E ci siamo andati come militanti No Tav, perchè anche noi condividiamo la difesa di un territorio contro la speculazione, contro l’arroganza di un governo che in tempo di enorme crisi economica spende soldi per mantenere un non-cantiere presidiato giorno e notte da forze dell’ordine e che si permette di reprimere chiunque sostenga qualcosa di diverso. Siamo No Tav perchè siamo contro opere inutili e dispendiose, siamo contro gli intrallazzi di palazzo che per interessi economici cementificano e distruggono interi territori.

 

 

 

Siamo No Tav perchè il territorio è un bene comune.

Sempre al fianco della lotta NO TAV

A sarà dura.

 

“Porta un dono dalla Val Susa a Fassino”

Venerdì 16 settembre Fassino sarà alla festa del partito democratico a Milano

Venerdì 16 settembre “Porta un dono dalla Val Susa a Fassino”

appuntamento ore  20.00 MM qt8


“Non è tollerabile che la Val di Susa venga letteralmente presa in ostaggio da gruppi di violenti che hanno militarizzato la protesta e teorizzano la guerra civile.”

Così Piero Fassino si è espresso il 3 luglio 2011, alla luce degli scontri di quella giornata. Siamo d’accordo, è una situazione che non è più tollerabile, e i due mesi passati hanno dimostrato che oramai la Val Di Susa è occupata da gruppi di violenti. L’errore è che i violenti non sono quelle persone, quei ragazzi, quella madri e quei bambini che da più di 20 anni lottano contro una rete ferroviaria utile più alle tasche di chi la costruisce che a una reale modernizzazione dell’Italia; sono le forze militari di occupazione che hanno iniziato il 27 giugno a reprimere con lacrimogeni, idranti, denunce, fogli di via e azioni da bulletti di quartiere la legittima protesta di chi si oppone a mafie e faccendieri. La sicurezza che Fassino invoca è quella di un territorio militarizzato da forze dell’ordine, quella dei recinti e del filo spinato. Probabilmente quando parla di sicurezza il sig. Fassino non ha idea che i gas lacrimogeni al CS usati a Chiomonte sono armi da guerra, vietate nella Convenzione sulle armi chimiche (CAC) e che è stato dimostrato che in alcuni casi possono pure risultare letali. Vogliamo fargli vedere come sono fatti, la puzza che emanano anche dopo settimane che sono spenti e offrirglieli perchè possa portarsi un po di “sicurezza” a casa. Vogliamo andarci come militanti No Tav, perchè anche noi, che la valle non la viviamo abitudinariamente, condividiamo la difesa di un territorio contro la speculazione, contro l’arroganza di uno governo che in tempo di enorme crisi economica spende soldi per mantenere un non-cantiere presidiato giorno e notte da forze dell’ordine e che si permette di reprimere chiunque sostenga qualcosa di diverso. Siamo No Tav perchè siamo contro opere inutili e dispendiose, siamo contro gli intrallazzi di palazzo che per interessi economici cementificano e distruggono interi territori. Siamo No Tav perchè alle feste del PD viene impedito di entrare con le bandiere contro il treno. Siamo No Tav perchè il territorio è un bene comune e non intendiamo lasciare l’onere di difenderlo solamente a chi lo vive giornalmente.

Milano No Tav

||5 SETTEMBRE 2011||NOI NON GIOCHIAMO IN BORSA||PAGHI LA CRISI CHI L’HA PROVOCATA

NOI NON GIOCHIAMO IN BORSA,
FACCIAMO SUL SERIO
PAGHI LA CRISI CHI L’HA PROVOCATA

LUNEDI’ 5 SETTEMBRE ORE 20.30
APPUNTAMENTO IN PIAZZA AFFARI

Non è il “tifone Irene”, non è un evento naturale.
La crisi ha madri e padri, che non siamo noi.
E’ il prodotto di un sistema, violento e ingiusto, retto dall’invisibile e potente “re mercato” che piega il mondo, ne definisce o annulla i confini, scrive e riscrive le regole cui tutto è subordinato: la vita, la terra e le sue risorse, le istituzioni, il sociale, la politica.
E’ il risultato del dominio dei pochi gestori della finanza su tutto e su tutti ed è insopportabile che proprio chi ha creato la crisi possa arbitrariamente decidere a chi farla pagare.
La ricetta è velenosa: guerra; negazione e cancellazione dei diritti; tagli allo stato sociale (dove c’è); aumento delle disuguaglianze ovunque; restringimento degli spazi di democrazia.
Nel nostro paese, la manovra che Governo e Confindustria cercano di far passare sta in questo schema globale.
E’ una manovra di classe che traduce (e peggiora) i diktat della Banca Centrale Europea e che interviene anzitutto sul mondo del lavoro distruggendo il contratto nazionale, regalando alle imprese persino la liberà di licenziare, che privatizza ciò che non può essere privatizzato, che penalizza chi non può più essere penalizzato.
Noi contestiamo questa manovra che distrugge i diritti del lavoro e sociali e abbiamo un obiettivo immediato: impedire che venga varata.
Ma poi non ci possiamo fermare. Dobbiamo fare in modo che lo sciopero generale del 6 settembre blocchi davvero il paese, che sia mobilitazione di tutte e di tutti.
Dobbiamo fare in modo che sia tappa non momento conclusivo di una lotta unificante che si deve estendere e connettersi con le mobilitazioni in atto e in programma negli altri paesi (dalla Spagna, all’Inghilterra, alla Grecia) per dire basta all’Europa dei banchieri, degli speculatori e dei “saldi di bilancio” da raggiungere sulla pelle dei giovani e dei lavoratori.

INVITIAMO LA MILANO CHE NON SI RASSEGNA A FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE LUNEDI’ 5 SETTEMBRE, A PARTIRE DALLE 20.30 DAVANTI ALLA BORSA IN PIAZZA AFFARI.

FIOM MILANO
COMITATO OLTRE IL 16 OTTOBRE” ZONA 5
ZAM-ZONA AUTONOMA MILANO
POPOLO VIOLA MILANO – RETE GRUPPI LOCALI
MOVIMENTO SCUOLA PRECARIA MILANO
LABORATORIO DI PARTECIPAZIONE STUDENTESCA
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA – PRC MILANO
SINISTRA CRITICA MILANO
LISTA CIVICA “UN’ALTRA PROVINCIA”
PDCI MILANO
ITALIA DEI VALORI MILANO
GIOVANI COMUNISTI MILANO
PROGETTO ALTEREGO MILANO.